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- Blind Guardian -

And have you ever had that dream
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And you wake up crying to a world
Where she's long since gone
But you feel the pain
So close
As if she'd died today

- Pain Of Salvation -

Questa è la cosa peggiore secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti, ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
- Stephen King -

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Rosso.
02/02/2009, 01:46

Mi alzo dal letto che ancora dormi. Fuori a malapena il cielo schiarisce e la casa è ancora fredda. Mi chiudo in bagno, faccio una lunga doccia per lavare via le impurità della notte. Poi passo al trucco... è ridicolo, sai? Non sono che le otto di mattina e già sono costretta a impastarmi il viso tra strati di fondotina, eyeliner ed ombretto. Detesto dovermi conciare così. Ma, del resto, non vuoi certo che la tua ragazza sembri sciatta e poco attenta a sè stessa. Non posso farti sfigurare, no?
Piove, di nuovo. La neve di ieri sera si è rammollita e si è trasformata in mera acqua. La sento scrosciare sul tetto, rimbomba nella stanza silenziosa.

Anche oggi lavori. Indossi una camicia rossa che non ho mai visto, chiedo a me stessa da dove possa essere saltata fuori, e sorridi mentre mi baci sulla fronte prima di uscire.
Che strano... non indossi l'anello.
Vedo i fari della macchina accendersi, schermati dalla tenda arancione della finestra, e con un rombo sparisci dietro una curva. La giornata è pessima, il grigio del cielo si estende al mio umore, e mi rimetterei volentieri sotto le coperte; ma non posso. Mi metto a lavorare, immersa tra colori, fogli e pennelli che mi tengono occupata fino al pomeriggio. Quando le pendola del soggiorno batte le cinque mi alzo e mi vesto, infilo i lavori in una elegante cartellina nera e dò uno sguardo fuori dalla finestra. Ancora non sei tornato... anche questo è strano. Mi convinco che ti avranno trattenuto al lavoro, e ti scrivo un biglietto che abbandono sul tavolo della cucina: sono sicura che non ricordi che ho la scadenza per la consegna dei progetti proprio oggi. Indosso il cappotto ed esco, prendendo le chiavi dell'utilitaria.

Piove. E io odio guidare quando piove.
Le strade del centro sono un fiume in piena di automobili, la mia mente si affolla di suoni isterici di clacson, portiere che sbattono, le luci rosse dei semafori si sciolgono in riflessi verticali sull'asfalto e la pioggia batte più forte che mai sul parabrezza.
È buio da un po' ormai, e nella macchina si formano inquietanti giochi di luce ed ombra. L'unica cosa che brilla sono le luci rosse del cruscotto. Provo a chiamarti, ma il tuo cellulare è spento. Sono le cinque e quaranta... dove sei finito?
Scatta il verde, inserisco la prima e svolto in una strada di periferia. Sarà anche più lunga ma è molto meno frequentata, premo l'acceleratore e finalmente riesco a viaggiare a velocità sostenuta. Non c'è quasi nessuno qui, in questo susseguirsi di curve, il buio inghiotte la strada davanti a me. Sono le sei, provo chiamarti ancora, cellulare spento. Mi agito, tu sei irreperibile da più di un'ora, ho la consegna del progetto in meno di trenta minuti, la pioggia batte violenta sulla carrozzeria e la strada è completamente buia, priva di lampioni. Imbocco un cavalcavia, ti chiamo ancora, ma una stupida voce registrata mi avvisa per l'ennesima volta che è impossibile rintracciarti, curva in salita e sono quasi in cima quando un'auto con gli abbaglianti inseriti sbuca nella corsia opposta, rimango accecata, la pioggia batte aggressiva... Il cellulare mi cade di mano, andando a infilarsi sotto il pedale del freno.
È troppo tardi.
Siamo in discesa ormai.
Non c'è più il guard-rail a lato della strada, sento piccole pietre scrichiolare sotto le gomme, premo invano il freno, che attiva il vivavoce del cellulare, cerco di sterzare, impossibile raggiungere la persona da lei chiamata, il cellulare potrebbe essere spento - le ruote slittano sul fango e la pioggia è come il battito di mille cuori all'unisono, impossibile raggiungere la persona da lei chiamata - mille pietruzze espolodono sotto la mia auto, rumori metallici indistinti, impossibile raggiungere la persona da lei - sterzo ancora disperatamente e la macchina si ribalta, rotolo nel fosso, giù dalla collina, impossibile raggiungere - cinquanta, cento metri, la pioggia batte, batte, batte - impossibile raggiungere - detriti e carcasse, e vedo solo un grande masso di fronte a me - impossibile raggiungere - lo schianto dei vetri quasi mi assorda - impossibi

...e sento come il suono di un filo che si spezza.


Ora c'è solo silenzio.
Io odio truccarmi. Eppure, hai visto, oggi mi sono fatta un bel make-up.
Lo dicevi sempre che il rosso mi dona.
Guarda che belli i miei occhi.
Le mie labbra di Biancaneve.
Almeno quando arriverà il medico legale non penserà che sono sciatta.



Rosso
Impressioni invernali, 2/4

Rebechan
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