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EstharCity
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'BOUT REBECHAN


Rebechan.
11 agosto 1989.
Capelli camaleontici, ora rossi, domani chissà.
Strana, psicopatica, sognatrice.
Aspirante fotografa, ma futura illustratrice.
Flesh and bones.
Nightingale in a golden cage.
I am worth $604,988. I love letters. Internet friends rock!. My kids have 4 legs. I'm like the air. Humancase.

MUSICA

A Perfect Circle . Absolute Steel . AC/DC . Aerosmith . Arcturus . Bjork . Blind Guardian . Charon . Children Of Bodom . Cult Of Luna . Dream Theater . Edguy . Elvenking . Epica . Fantomas . Finntroll . For My Pain . Guns 'n' Roses . Hammerfall . Helloween . Iron Maiden . Isis . Jethro Tull . Korn . Korpiklaani . Labyrinth . Lineaviola . Lordi . Lullacry . Masterplan . Metallica . Ministry . Misfits . MoonSorrow . Motley Crue . My Dying Bride . Nightwish . Nocturnal Dirge . Pain Of Salvation . Pink Floyd . Placebo . Punkreas . Rage Against The Machine . Razorblade . Rush . Satriani . Secret Sphere . Shaaman . Ska-p . Skid Row . Sonata Arctica . Soulmask . Subway to Sally . System Of a Down . Therion . Tool . Ugly Kid Joe . Vespero . Vision Divine . Within Temptation

Album Del Momento
Within Temptation - The Hearth of Everything

LIBRI

Andrea De Carlo, Anne Rice, Astrid Lindgren, Daniel Pennac, Douglas Adams, Franz Kafka, Gianni Rodari, J.K. Rowling, J.R.R. Tolikien, Italo Calvino, Lewis Carroll, Licia Troisi, Niccolò Ammaniti, Nick Hornby, Richard Bach, Richard Mateson, Roald Dahl, Sergio Bambarén, Stephen King.

FILMS

Sweeney Todd, the demon barber of Fleet Street
The Last Samurai
The Nightmare Before Christmas
Eternal Sunshine of The Spotless Mind
Charlie and the Chocolate Factory
Spirited Away
Il Castello Errante di Howl
Sleepy Hollow
Wasabi
Pirates of Caribbean
Edward Scissorhands
Dead Poets Society
The Lord Of The Rings
Meet Joe Black
Juno
Hard Candy
Psycho
The Dark Knight
Sliding Doors
Requiem for a Dream
and many many others...

CITAZIONI

Caught inside a web called life
The only way to get out soon
Is Suicide

- Blind Guardian -

And have you ever had that dream
Where one you love passes away?
And you wake up crying to a world
Where she's long since gone
But you feel the pain
So close
As if she'd died today

- Pain Of Salvation -

Questa è la cosa peggiore secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti, ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
- Stephen King -

SCIOCCHEZZE






i'm in ravenclaw!
be sorted @ nimbo.net

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Andare in Finlandia
Avere una camera tutta mia
Trovare un lavoretto part-time
Incontrare i Nightwish
Diventare così brava con la batteria da arrivare a suonare "Born In A Mourning Hall" (see...)
Riuscire a guardare tutti i film che ho deciso insieme a Clelia e Clarissa (impresa titanica!)
Andare a Montauk in febbraio
Il copripiumone di Hello Kitty

Bandon, agosto-novembre 2008
Andare a un concerto dei Vision Divine
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Glad the waters are so shallow, when the river runs cold.
12/06/2009, 19:10

Scrivo a tempo perso.
Sì, perchè è un po' come se avessi disimparato a scrivere, ad esprimermi coerentemente con un mezzo che non siano le immagini - non che il quel modo ci riesca ma insomma, riesco ad essere un sacco più sintetica.
Non so, mi sento un po' come se fossi rimasta basita davanti ad un paesaggio deforme, che ti lascia confusa ed un po' stordita. E il paesaggio della mia vita non accenna a spianarsi, è sempre più intricato e disarmonico - e perchè lì quello scarabocchio finisce nel nulla? - e io non posso far altro che lasciarmi trasportare in balia delle onde. Insomma, io avevo anche pensato ad una frase carina da inserire qui, solo che poi me la sono dimenticata. Eh. E allora ha ancora senso che io stia qua?
Volevo riassumere il mio inverno burrascoso in quattro colori, quattro impressioni, scritti buttati lì, così, tra una notte in bianco e un pomeriggio freddo, ma poi è successo che le cose hanno preso il sopravvento ed ecco, il mio nero che volevo scrivere ha finito per inghiottirmi fino alla fine, non ha disdegnato neanche i lacci delle scarpe quel maledetto.
"Signorina che stiamo a fare, mica penserà di fare la spiritosa?"
Ma dai, mica ci ho tempo di far la spiritosa, io.
Insomma lo spiritoso lo fa chi ha qualcosa da dire, io invece non ho più neanche quello!
Le giornate scivolano pigre addosso a tutta questa pelle scoperta che l'estate porta in superfice, sfacciataggine che trabocca da ogni angolo, roba da cavarsi gli occhi sul serio, pheeew. Dritta dritta, veloce e lineare sta scorrendo quest'estate, come un diretto Milano-Parigi, che non ferma mai se non a destinazione, via via che io non ho tempo, guardi che qui c'è gente che lavora, lo sa? Ma non mi dica.
Il tempo, ecco cos'è. Tutti vogliono il tuo tempo, ma proprio tutto tutto eh. Ma dimmi un po', vattene a comprare un po' se ti piace tanto, che cosa vuoi da me (vedi, l'estate sfacciata, cosa fa? Proprio senza ritegno).
Te ce l'hai un po' di tempo? Tu, allora? No eh? "Guardi, forse al negozio all'angolo ne è rimasto un po', vada a chiedere."
Grazie di niente!
E insomma è finito che al negozio all'angolo non ne avevano più e quindi mi sono arrangiata un po' con quello che avevo, che se uno comincia a farsi paranoie per 'ste cose qua poi dopo sì che la situazione diventa tragica. Che già è tragica, dobbiamo proprio impegnarci per peggiorarla ancora? No, dai. Quindi finiamo qui, che questi deliri nonsense non hanno proprio nè capo nè coda e già non c'è tempo, se ancora lo sprechiamo dietro al capir 'ste cose finisce proprio tutto e poi chi li sente più, quelli là.
Ma poi, seriamente, c'è qualcuno a cui ancora importa se si ha qualcosa da dire?

Rebechan
commenti (3)

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Rosso.
02/02/2009, 01:46

Mi alzo dal letto che ancora dormi. Fuori a malapena il cielo schiarisce e la casa è ancora fredda. Mi chiudo in bagno, faccio una lunga doccia per lavare via le impurità della notte. Poi passo al trucco... è ridicolo, sai? Non sono che le otto di mattina e già sono costretta a impastarmi il viso tra strati di fondotina, eyeliner ed ombretto. Detesto dovermi conciare così. Ma, del resto, non vuoi certo che la tua ragazza sembri sciatta e poco attenta a sè stessa. Non posso farti sfigurare, no?
Piove, di nuovo. La neve di ieri sera si è rammollita e si è trasformata in mera acqua. La sento scrosciare sul tetto, rimbomba nella stanza silenziosa.

Anche oggi lavori. Indossi una camicia rossa che non ho mai visto, chiedo a me stessa da dove possa essere saltata fuori, e sorridi mentre mi baci sulla fronte prima di uscire.
Che strano... non indossi l'anello.
Vedo i fari della macchina accendersi, schermati dalla tenda arancione della finestra, e con un rombo sparisci dietro una curva. La giornata è pessima, il grigio del cielo si estende al mio umore, e mi rimetterei volentieri sotto le coperte; ma non posso. Mi metto a lavorare, immersa tra colori, fogli e pennelli che mi tengono occupata fino al pomeriggio. Quando le pendola del soggiorno batte le cinque mi alzo e mi vesto, infilo i lavori in una elegante cartellina nera e dò uno sguardo fuori dalla finestra. Ancora non sei tornato... anche questo è strano. Mi convinco che ti avranno trattenuto al lavoro, e ti scrivo un biglietto che abbandono sul tavolo della cucina: sono sicura che non ricordi che ho la scadenza per la consegna dei progetti proprio oggi. Indosso il cappotto ed esco, prendendo le chiavi dell'utilitaria.

Piove. E io odio guidare quando piove.
Le strade del centro sono un fiume in piena di automobili, la mia mente si affolla di suoni isterici di clacson, portiere che sbattono, le luci rosse dei semafori si sciolgono in riflessi verticali sull'asfalto e la pioggia batte più forte che mai sul parabrezza.
È buio da un po' ormai, e nella macchina si formano inquietanti giochi di luce ed ombra. L'unica cosa che brilla sono le luci rosse del cruscotto. Provo a chiamarti, ma il tuo cellulare è spento. Sono le cinque e quaranta... dove sei finito?
Scatta il verde, inserisco la prima e svolto in una strada di periferia. Sarà anche più lunga ma è molto meno frequentata, premo l'acceleratore e finalmente riesco a viaggiare a velocità sostenuta. Non c'è quasi nessuno qui, in questo susseguirsi di curve, il buio inghiotte la strada davanti a me. Sono le sei, provo chiamarti ancora, cellulare spento. Mi agito, tu sei irreperibile da più di un'ora, ho la consegna del progetto in meno di trenta minuti, la pioggia batte violenta sulla carrozzeria e la strada è completamente buia, priva di lampioni. Imbocco un cavalcavia, ti chiamo ancora, ma una stupida voce registrata mi avvisa per l'ennesima volta che è impossibile rintracciarti, curva in salita e sono quasi in cima quando un'auto con gli abbaglianti inseriti sbuca nella corsia opposta, rimango accecata, la pioggia batte aggressiva... Il cellulare mi cade di mano, andando a infilarsi sotto il pedale del freno.
È troppo tardi.
Siamo in discesa ormai.
Non c'è più il guard-rail a lato della strada, sento piccole pietre scrichiolare sotto le gomme, premo invano il freno, che attiva il vivavoce del cellulare, cerco di sterzare, impossibile raggiungere la persona da lei chiamata, il cellulare potrebbe essere spento - le ruote slittano sul fango e la pioggia è come il battito di mille cuori all'unisono, impossibile raggiungere la persona da lei chiamata - mille pietruzze espolodono sotto la mia auto, rumori metallici indistinti, impossibile raggiungere la persona da lei - sterzo ancora disperatamente e la macchina si ribalta, rotolo nel fosso, giù dalla collina, impossibile raggiungere - cinquanta, cento metri, la pioggia batte, batte, batte - impossibile raggiungere - detriti e carcasse, e vedo solo un grande masso di fronte a me - impossibile raggiungere - lo schianto dei vetri quasi mi assorda - impossibi

...e sento come il suono di un filo che si spezza.


Ora c'è solo silenzio.
Io odio truccarmi. Eppure, hai visto, oggi mi sono fatta un bel make-up.
Lo dicevi sempre che il rosso mi dona.
Guarda che belli i miei occhi.
Le mie labbra di Biancaneve.
Almeno quando arriverà il medico legale non penserà che sono sciatta.



Rosso
Impressioni invernali, 2/4

Rebechan
commenti (2)

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Giallo.
15/12/2008, 00:23

Ti guardo con la coda dell'occhio. Guidi. Non dici una parola.
Rimaniamo in silenzio. Fuori piove, il tichettio insistente delle gocce sul parabrezza ci spacca i timpani.
Ritmico.
Incessante.
Il giallo dei lampioni ci colora la pelle di tinte strane, come in un quadro astratto.
Le tue labbra sono livide. Le mie sanguinano spaccate dal freddo.
Tic-tac-tic-tac.
Ritmico.
Incessante.
Percorriamo a tutta velocità le strade della città, illuminate da luci sinistre e accecanti, come in un circo di periferia. I volti scorrono uno dopo l'altro, troppo poco importanti per essere fissati nella mente, troppo anonimi per importarcene. Corriamo senza sosta verso la nostra meta.
Anche la pioggia ha smesso di scendere, mentre freni prima di spegnere completamente la macchina. Buio.
Il freddo ci investe non appena apriamo le portiere, il cofano è ancora tiepido.
In due, soli.
La città è piccola, lontana. Le luci si sciolgono l'una nell'altra, riflessi giallo-arancio e l'aria ancora odora di pioggia. Tra una nuvola e l'altra riusciamo anche a scorgere le stelle da qua.
L'unico rumore è un leggero fruscio di foglie.
Ancora non dici niente, ed io faccio lo stesso.
La tua mano scalda le mie dita ghiacciate. Siamo i padroni del mondo.
Guardiamo la città marcire in lontananza.




Giallo
.
Impressioni Invernali, 1/4.

Rebechan
commenti (2)

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Mah?
30/10/2008, 20:30

Si lo so, è da un casino che non scrivo.
Sì lo so che magari dovrei dare un spiegazione, o scrivere qualcosa di interessante, lo so, lo so.
In questo momento, tuttavia, son qui per dire una sola cosa:

un caloroso
VAFFANCULO
all'Italia e ai suoi politici del cazzo (ma senza dimenticare gli elettori che li hanno votati, oui oui).
Ma chi cazzo me lo fa fare di doverci tornare.


Grazie dell'attenzione, a presto (o forse no, chissà).

Rebechan
commenti (2)

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Bandon.
27/08/2008, 17:38

No così... solo per salutarvi dall'Irlanda.
A presto :3



"There are only two kinds of people
those who are Irish, and those wh wish they were Irish."

Rebechan
commenti (6)

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Why did Father give these humans free will? Now they're all confused.
15/08/2008, 02:16

Scambiata per prostituta, umiliata davanti ai passanti proprio nel centro della città, portata all'ufficio Immigrazione. E lasciata lì, tutta la notte, in una cella minuscola, sporca e maleodorante con prostitute vere, che le passano accanto e sbrigano le pratiche per il rilascio ben più velocemente di lei. Succede a Roma, la città che, su disposizione del governo, avrà il maggior numero di militari a presidiare strade, stazioni, ambasciate. La stessa dove i primi appuntamenti nell'agenda del sindaco sono le nuove ordinanze anti-rovistaggio, anti-accattonaggio Scambiata per prostituta, una notte in cella

Le vittime sono due ragazze normalissime. Vestite come qualsiasi altra giovane romana. Jeans, T-shirt a girocollo, ballerine, 28 anni, occhiali a goccia, capelli legati e un filo di trucco. Solo che, nonostante l'inflessione romanesca, sono peruviane. Almeno di nascita: a Roma ci vivono da cinque anni. Sono diplomate in Italia e frequentano regolarmente l'università "La Sapienza". Si mantengono con qualche lavoretto, una fa la cameriera e l'altra la baby sitter. Vivono in zona Prati. La domenica insegnano catechismo a Santa Maria degli Angeli, piazza della Repubblica, poco distante dalla centralissima stazione Termini.

Un racconto fatto di lacrime e paura, quello delle due protagoniste della storia, M. J. P. e Y. V. "Erano le 17 quando sono arrivata in via XX Settembre per aspettare che la mia amica uscisse dal lavoro. Dovevamo andare con amici a prendere l'aperitivo. Lei era in ritardo, così ho deciso di sedermi sui gradini di Santa Maria della Vittoria. Cinque minuti e una volante della polizia mi si avvicina. Gli agenti abbassano il finestrino e uno dei due mi chiede: "Ma che fai ti metti a lavorare proprio qui, davanti a una chiesa?". Io, incredula, rispondo: "Come?". Lui ripete lo stesso concetto. Rimango senza parole, non riesco a credere che si possano essere permessi di confondermi con una prostituta: sono una ragazza normale, vestita con gonna e camicia. Non riesco a reagire. L'unica cosa che faccio è chiamare la mia amica". Che racconta: "Sono scesa, ho trovato M. in lacrime. Mi sono avvicinata e gli agenti hanno ripetuto a me la stessa cosa, con lo stesso tono sprezzante: "Bella, diglielo pure alla tua amica, questa è una chiesa, non potete mettervi a lavorare qui". Vado su tutte le furie e loro, di tutta risposta, ci chiedono i documenti: io li avevo, la mia amica no perché aveva una borsetta da sera molto piccola. Intorno, la gente iniziava a innervosirsi per la reazione dei poliziotti. Tanto che, dopo qualche schermaglia, decidono di andare via".

Ma non finisce qui: alcune donne che hanno assistito alla scena convincono le studentesse ad andare a denunciare l'accaduto in questura. Hanno preso pure il numero di targa della volante. Le due ragazze decidono di seguire il consiglio e a piedi arrivano a via San Vitale, sede della questura di Roma.
"Entriamo in portineria e chiediamo di fare una denuncia: il poliziotto all'entrata è gentilissimo. Dopo un minuto, dall'ingresso entra lo stesso agente con cui avevamo litigato. "Ancora qui state? Adesso vi faccio passare la voglia". E mi prende per un braccio - racconta Y. V. - io mi divincolo e gli dico che lo denuncerò. L'agente per la prima volta abbandona il tono arrogante, si stizzisce e carica la mia amica in macchina. "Con te non posso ma con lei sì, è senza documenti".

E se ne vanno senza nemmeno dirmi dove la portano. I colleghi della questura, che hanno visto la scena senza battere ciglio, dopo la mia insistenza mi dicono la destinazione, l'ufficio immigrati di via Patini. Chiamo un amico, vado a casa di M. a prendere i documenti e li porto là. Arrivo alle 20 e consegno tutto. Chiedo quanto ci metteranno a rilasciarla: due ore circa. Decido di aspettare. Passano le ore e delle mia amica nemmeno l'ombra".

"Mi hanno tolto tutto quello che avevo - spiega l'amica - e mi hanno chiuso dentro una cella sporca di immondizia. Non riuscivo a smettere di piangere. Tutti gli altri stranieri che stavano lì uscivano prima di me, ladre, prostitute, pusher, abusivi. La notte è passata così, tra lacrime e preghiere. Sono uscita solo alle 10.30 del mattino". Versione confermata anche da un amico italiano, C. B., che ha accompagnato Y. a prendere i documenti a casa della ragazza e poi a via Patini. "Siamo stati lì davanti fino alle 3 del mattino, poi siamo tornati più tardi. E, infine, alle 10.30 sono stato io a prendere M. quando, sconvolta, è stata rilasciata e l'ho accompagnata a casa in motorino".

E ancora ieri, una volta fuori, le ragazze non riescono a dimenticare. "Roma è diventata invivibile per gli stranieri: siamo regolari, parliamo romano, abbiamo amici italiani eppure veniamo trattate così. Siamo qui da tanti anni, continuiamo ad amare questa città, ma facciamo fatica a viverci". Forse tutto questo andrebbe denunciato. "Volevamo farlo ieri, ma poi è andata come è andata. Ora abbiamo paura, chi ci torna in questura?".
(Tratto da Repubblica.it)


E questa è solo una delle tante notizie. Basta dare un'occhiata qua, ad esempio, per trovarne tante altre, simili o ben peggiori.
Siamo in Italia, gente! Ricordatevi la mano sul cuore quando suona l'inno, mi raccomando...

Rebechan
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~♫
11/08/2008, 23:28


Rebechan
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